Google Maps, nuova funzione “Condividi posizione”


Probabilmente avete già sul vostro smartphone l’app che risolve questi problemi: è Google Maps, che ha aggiunto da poco la funzione Condividi posizione. Si trova nel menu laterale, ma potete attivarla anche semplicemente toccando il puntino azzurro che indica la vostra posizione sulla mappa.

Potete usare Condividi posizione per far sapere in tempo reale a uno o più dei vostri contatti di lavoro o amici (e solo a loro) dove vi trovate, inviando loro un link personalizzato via mail, SMS o social network, e i destinatari possono riceverlo su smartphone oppure su computer. Ovviamente, se pubblicate il link di condivisione in una pagina pubblica di un social network, chiunque potrà localizzarvi, per cui è opportuno essere prudenti.

Chi riceve il link non deve fare altro che toccarlo o cliccarvi sopra: si aprirà Google Maps (l’app o la versione Web), con un’icona che indica dove vi trovate in quel momento.

Potete condividere la vostra posizione anche mentre state usando Google Maps come navigatore: in questo caso chi riceverà il link verrà aggiornato automaticamente su dove siete e fra quanto tempo è previsto il vostro arrivo.

La durata di questa tracciabilità selettiva è personalizzabile: per esempio, potete attivarla per un certo numeri di minuti e ore (da un minimo di un quarto d’ora a un massimo di tre giorni) oppure fino a quando decidete di disattivarla manualmente. Google Maps vi ricorderà continuamente che siete tracciati e da chi e vi permetterà di spegnere il tracciamento in anticipo se necessario.

Se usate Condividi posizione per informare sul vostro orario previsto di arrivo, il tracciamento si disattiverà automaticamente quando arriverete a destinazione. Sullo schermo, inoltre, c’è sempre un’icona che indica chiaramente che state consentendo il tracciamento.

In sintesi, con la condivisione di posizione di Google Maps il controllo è saldamente in mano a chi decide di farsi tracciare: ma il tornaconto, per Google, è la possibilità di conoscere ancora meglio le nostre abitudini e attività e offrirle agli inserzionisti pubblicitari: un mercato che secondo alcune stime vale circa 750 miliardi di dollari. Ecco perché questi servizi sono gratuiti.

 

Fonte: http://www.zeusnews.it

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